"Napolitano - continua con gli insulti Storace - la smetta di soccorrere un governo moribondo a difesa di una signora talmente importante che anche quest'anno, come ha ricordato ieri il presidente Calderoli, costerà tre milioni di euro agli italiani. Nobel o no, i ricatti si chiamano ricatti e i voti dei senatori a vita restano politicamente immorali. Come diceva fino a poco tempo fa un signore che la memoria l'ha persa a poco più di 55 anni...".
LE REAZIONI
Le parole del senatore de La Destra hanno fatto scattare l'immediata indignazione delle istituzioni e del Centrosinistra, a iniziare dal presidente del Consiglio. "Le parole irrispettose e irresponsabili pronunciate oggi da Francesco Storace nei confronti del Capo dello Stato - commenta Romano Prodi - impongono una decisa presa di distanza da parte di tutte le forze politiche. Mi auguro di sentire presto anche da parte del centrodestra una ferma condanna ad un attacco sconsiderato e ingiusto rivolto alla massima autorità dello Stato garante delle nostre istituzioni democratiche".
Duro il commento di Piero Fassino che parla di "espressioni vergognose e irresponsabili -dice il leader della Quercia - che squalificano chi le pronuncia. Ogni italiano sa con quanto rigore e dedizione il presidente Napolitano assolve al suo ruolo di garante delle istituzioni democratiche e della loro credibilità". Al capo dello Stato Fassino ha espresso la solidarietà sua personale e di tutti i Democratici di sinistra. "Mi auguro - ha aggiunto - che anche i dirigenti dei partiti dell'opposizione avranno la responsabilità di prendere nettamente le distanze da simili comportamenti". Il capo della procura di Roma, Giovanni Ferrara, e il pm Pietro Saviotti hanno chiesto il rinvio a giudizio del segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace, per il reato di offesa all'onore e al prestigio del presidente della Repubblica in relazione alle dichiarazioni rese il 13 ottobre scorso. Commentando l'intervento del capo dello Stato in difesa della senatrice a vita Rita Levi Montalcini, criticata da Storace per aver appoggiato con un suo voto il governo Prodi, il leader de La Destra aveva detto, tra l'altro, che "Giorgio Napolitano non ha alcun titolo per distribuire patenti etiche. Per disdicevole storia personale, per palese e nepotistica condizione familiare, per evidente faziosità istituzionale. E' indegno di una carica usurpata a maggioranza...".
L'articolo 278 del codice penale, contestato a Storace, punisce con la reclusione da uno a cinque anni chiunque offenda l'onore o il prestigio del Capo dello Stato. Il fascicolo della procura era andato avanti dopo l'autorizzazione a procedere concessa dall'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella.
Per l'avvocato Bruno Giosuè Naso, difensore del senatore, le espressioni nei confronti di Napolitano, "pur essendo frutto di una 'vis' polemica aggressiva e graffiante, devono tuttavia rientrare nelle prerogative del diritto di critica politica riconosciuto a ogni membro del Parlamento dall'articolo 68 della Costituzione".
Buffoni rossi, e perche non avete perseguito il porco di Caruso per le sue dichiarazioni su Biagi e D'antona.
Perche' siete solo MERDA e niente altro buoni solo a difendervi reciprocamente come ora difendete il liberticida Napolitano (grande merda comunista ai tempi di Praga)
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